sabato 29 agosto 2009




Attimo Fugente ....Darfur


Da oggi pubblico il mio diario che scritto per un libro "Attimo Fugente" su Darfur e la sua incantevoli melodia nella mia infazia e ora il drama del sfolati scapati della guerra e la situazione di non guerra ma sfolati che abitano campi fuori città, drama del boat people da Libia in Italia e come vivano qui.....Azim
1982 Omdurman
con tracce del DarfurQuando arrivato per ferie in Sudan ho incontrato un mio studente che era 1970 nel quattro class ed ha fatto strada fino a Khartoum studiato architettura, nel Politecnico di Khartoum in Sudan, laureato e lavora per il Ministero della Costruzione .Quando ero contento risalendo con lui a tutti quel ragazzi ma c’era Fatima l’unica ragazza tra loro nella scuola mi ha detto che sposata dopo che finito la scuola superiore perché a sua famiglia padre e zie non volevano mandarla al Università di Khartoum allora ha scelto di uscire di casa con il primo che acquisto sua mano, e felice e ha due figlie maschi abita con sua marito che ingegnere meccanico a Porto Sudan. Tutti i ragazzi del Fur che hanno studiato stano andando bene nella carriera del servizio civile o militare ma anche come commerciante.Il patto di Sud Sudan e Nord fermato il 18 agosto 2009 si cerca di risolvere il problema del Darfur e la problema del confine tra nord e sud con elezione generali nel 2010, sperando che tutti sia Darforiani che Sud Sudanese soddisfatti.Milano e la creazione di un AssociazioneAssociazione Arci Darfur MilanoDopo tanti anni e prima del Darfurriani arrivavano i Sudanese del Sud ma a tempo Italia non concedeva nessuna “refigee status” ma aiuta loro con alloggi pagati del Nazione Uniti per essere trasferiti ad altri paese .Italia ha rinunciato al inizio del anni 49-52 a fermare quel documento con la Nazione Uniti ma ora che ha rettificato sua firma non credo bene per un esiliato venire in Italia non ha diritto alla casa ne al lavoro al inizio ma si lavora e forza lavoro per 800 euro e paga alloggio 400 euro insomma questo cristiano deve morire di fame e molto strano che alcuni hanno dovuto lasciare l’Italia dopo che stato riconosciuto a loro asilo politico per altri paese del nord Europa ma sono stati condotti al consulto Italiano e il console Italiano garantito per loro lavoro e casa ma invece in Italia dopo l’accertamento di polizia sono stati rilasciati per il loro destino come solito il asilo politico ha abbandonato tutto nel paese di origini e in condizione che il governo di tale paese che appartiene non lo accetta mai quindi dove va e sarai acetato come asilo deve avere casa e lavoro cosi vivi di quello che guadagna ma solo come ha definito e ora in funzione e un esiliati schiavi per le cooperative e individui che ha costruito il comune di Milano una società cooperativa forza lavoro si guadagna 800 euro al me3se si paga 400 per dormire in un appartamento del comune di Milano ma che vive la non e libero orario di entrata e altri ordini da cui sembra un albergo ma non un appartamento.Tanti motivi hanno fatto pensare per una cooperativa tra noi Sudanese o Associazione ma la fine Aprile 2009 ho convinto tutti ad rivolgere a Arci associazione che frequentavo perché ho fatto esperienza di lavoro per due mese dopo un Corso di esperto di eventi e manifestazione e comunicazione con l’impresa, il mio tutore era sig. Giuseppe Materazzi il quali ho rivolto perché mia amica Avocato mi ha detto che sua parcella e altissima e cosi nata l’Associazione Arci Darfur ma dopo subito polemiche e piccoli musi e guerra interna che subito sono stato avvertito di alcuni Sudanese del Nord che i Darfuriani ti hanno messo in mezzo quando non hanno bisogno di te ti molano e sono razzisti.Io credo in dio e non a nessuno e ho principi di aiutare che sta davanti me ma ho datti il mio interlocutore Nordista del Sudan che lui e torto no i Darfuriani e non nessuno ma l’ignoranza del nostro popolo e la mancanza del nazionalismo e l’appartenenza allo stato del Sudan anche con un tirano al potere e io vado avanti, senza perdere amicizia di sia nordisti che sudisti che Darfuriani.Grande amore nazionalistico per il mio paese cresciuto nel mio cuore quando erano Inglese erano ancora in Sudan ma per il giovani di oggi non vogliano sapere nulla anzi qualcuno mi ha detto che tempo passato che si ne frega quindi negazione della storia.Il nostro grande Mahdi Mohamed Ahmed bin Abdella che sconfinò l’inglese Egiziani a Khartoum 1885 rimasto il Sudan libero fino al 1898 cosi stato conquistato e rimasto colonia Inglese fino 1956.Ho notato che alcuni si leggano altri non interessa proprio la storia , anzi alcuni volte mettano informazione storici sbagliati che sono diffusi del regime del Bashir si come alcuni fanno parte della milizia del Turabi grande maestro del Bashir che ha fatto il colpo dentro il palazzo ....segue la prossima settimana.

Attimo Fugente ....Darfur




Da oggi pubblico il mio diario che scritto per un libro "Attimo Fugente" su Darfur e la sua incantevoli melodia nella mia infazia e ora il drama del sfolati scapati della guerra e la situazione di non guerra ma sfolati che abitano campi fuori città, drama del boat people da Libia in Italia e come vivano qui.....Azim

1982 Omdurman con tracce del Darfur

Quando arrivato per ferie in Sudan ho incontrato un mio studente che era 1970 nel quattro class ed ha fatto strada fino a Khartoum studiato architettura, nel Politecnico di Khartoum in Sudan, laureato e lavora per il Ministero della Costruzione .
Quando ero contento risalendo con lui a tutti quel ragazzi ma c’era Fatima l’unica ragazza tra loro nella scuola mi ha detto che sposata dopo che finito la scuola superiore perché a sua famiglia padre e zie non volevano mandarla al Università di Khartoum allora ha scelto di uscire di casa con il primo che acquisto sua mano, e felice e ha due figlie maschi abita con sua marito che ingegnere meccanico a Porto Sudan. Tutti i ragazzi del Fur che hanno studiato stano andando bene nella carriera del servizio civile o militare ma anche come commerciante.
Il patto di Sud Sudan e Nord fermato il 18 agosto 2009 si cerca di risolvere il problema del Darfur e la problema del confine tra nord e sud con elezione generali nel 2010, sperando che tutti sia Darforiani che Sud Sudanese soddisfatti.



Milano e la creazione di un Associazione
Associazione Arci Darfur Milano
Dopo tanti anni e prima del Darfurriani arrivavano i Sudanese del Sud ma a tempo Italia non concedeva nessuna “refigee status” ma aiuta loro con alloggi pagati del Nazione Uniti per essere trasferiti ad altri paese .
Italia ha rinunciato al inizio del anni 49-52 a fermare quel documento con la Nazione Uniti ma ora che ha rettificato sua firma non credo bene per un esiliato venire in Italia non ha diritto alla casa ne al lavoro al inizio ma si lavora e forza lavoro per 800 euro e paga alloggio 400 euro insomma questo cristiano deve morire di fame e molto strano che alcuni hanno dovuto lasciare l’Italia dopo che stato riconosciuto a loro asilo politico per altri paese del nord Europa ma sono stati condotti al consulto Italiano e il console Italiano garantito per loro lavoro e casa ma invece in Italia dopo l’accertamento di polizia sono stati rilasciati per il loro destino come solito il asilo politico ha abbandonato tutto nel paese di origini e in condizione che il governo di tale paese che appartiene non lo accetta mai quindi dove va e sarai acetato come asilo deve avere casa e lavoro cosi vivi di quello che guadagna ma solo come ha definito e ora in funzione e un esiliati schiavi per le cooperative e individui che ha costruito il comune di Milano una società cooperativa forza lavoro si guadagna 800 euro al me3se si paga 400 per dormire in un appartamento del comune di Milano ma che vive la non e libero orario di entrata e altri ordini da cui sembra un albergo ma non un appartamento.

Tanti motivi hanno fatto pensare per una cooperativa tra noi Sudanese o Associazione ma la fine Aprile 2009 ho convinto tutti ad rivolgere a Arci associazione che frequentavo perché ho fatto esperienza di lavoro per due mese dopo un Corso di esperto di eventi e manifestazione e comunicazione con l’impresa, il mio tutore era sig. Giuseppe Materazzi il quali ho rivolto perché mia amica Avocato mi ha detto che sua parcella e altissima e cosi nata l’Associazione Arci Darfur ma dopo subito polemiche e piccoli musi e guerra interna che subito sono stato avvertito di alcuni Sudanese del Nord che i Darfuriani ti hanno messo in mezzo quando non hanno bisogno di te ti molano e sono razzisti.
Io credo in dio e non a nessuno e ho principi di aiutare che sta davanti me ma ho datti il mio interlocutore Nordista del Sudan che lui e torto no i Darfuriani e non nessuno ma l’ignoranza del nostro popolo e la mancanza del nazionalismo e l’appartenenza allo stato del Sudan anche con un tirano al potere e io vado avanti, senza perdere amicizia di sia nordisti che sudisti che Darfuriani.

Grande amore nazionalistico per il mio paese cresciuto nel mio cuore quando erano Inglese erano ancora in Sudan ma per il giovani di oggi non vogliano sapere nulla anzi qualcuno mi ha detto che tempo passato che si ne frega quindi negazione della storia.

Il nostro grande Mahdi Mohamed Ahmed bin Abdella che sconfinò l’inglese Egiziani a Khartoum 1885 rimasto il Sudan libero fino al 1898 cosi stato conquistato e rimasto colonia Inglese fino 1956.

Ho notato che alcuni si leggano altri non interessa proprio la storia , anzi alcuni volte mettano informazione storici sbagliati che sono diffusi del regime del Bashir si come alcuni fanno parte della milizia del Turabi grande maestro del Bashir che ha fatto il colpo dentro il palazzo ....segue la prossima settimana.

Progresso fermati la guerra!




Internazionalizzazione
Il nuovo business attira acquirenti pubblici e privati
28.08.2009 Il business si apre alle nuove frontiere e nessuno vuole starne fuori.
Alla base della scelta di acquistare all'estero terreni agricoli ci sono necessità e situazioni di partenza diverse da paese a paese. Ecco i principali attori di questo nuovo business e le loro strategie, così come le descrive "Seized!", uno degli studi più completi in circolazione realizzato dalla Ong catalana "Grain".La Cina è tra gli Stati più attivi in questo tipo di shopping internazionale a causa della pressione demografica crescente e delle limitate risorse idriche. Con il 40% dei contadini mondiali, ma solo il 9% delle terre agricole, la sicurezza alimentare è in cima alle priorità politiche di Pechino. Si contano già diverse decine di accordi conclusi negli ultimi anni, anche se non ci sono dati ufficiali complessivi. I "paesi-obiettivo" sono sparsi ovunque: gli acquisti sono avvenuti in Asia e in Africa, dal Kazakhistan all'Australia e dal Mozambico alle Filippine. Il Governo cinese ha annunciato che nei prossimi 50 anni investirà nell'agricoltura africana 5 miliardi di dollari attraverso il Fondo di sviluppo Cina-Africa (Cadf), un fondo di private equity della Banca di sviluppo cinese. Gran parte delle colture cinesi all'estero sono dedicate a riso, soya e mais, oltre a canna da zucchero, tapioca e sorgo per biocarburanti. Come contropartita, Pechino offre tecnologia, infrastrutture e formazione della manodopera locale.Ricchezze disponibiliI paesi della regione (Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti) dispongono di pochissima terra coltivabile e per allevamento, ma non mancano i "petrodollari" con cui trattare l'acquisto di altri spazi all'estero. In questi stati (costretti a comprare gran parte del cibo fuori dai propri confini, soprattutto in Europa) la contemporanea crescita dei prezzi alimentari e perdita di valore del dollaro, a cui sono agganciate tutte le monete locali ad eccezione di quella del Kuwait, ha portato l'inflazione interna a crescere notevolmente. E la bolletta alimentare è cresciuta del 150% negli ultimi 5 anni.Una situazione insostenibile, specie se si pensa che la popolazione è formata in larga parte da manodopera straniera a basso reddito, che non può quindi sostenere una spesa elevata per l'alimentazione (nel 2007 il 63% degli abitanti proveniva dall'estero). Il primo obiettivo, formulato sotto l'egida del Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg), è di produrre cibo all'estero per poi importarlo, così da sfuggire alle oscillazioni dei mercati mondiali. Gli stati nei quali finora è stata acquistata o affittata più terra sono Sudan e Pakistan, seguiti, nel Sud-Est asiatico, da Birmania, Cambogia, Indonesia, Laos, Filippine, Thailandia e Vietnam, oltre che da Turchia, Kazakhistan, Uganda, Ucraina, Georgia e Brasile.In Asia anche Giappone, Corea del Sud e India si stanno dando da fare per accaparrarsi terreni agricoli in giro per il mondo. Il Giappone importa circa il 60% del proprio fabbisogno alimentare e la Corea del Sud, se si esclude il riso, supera il 90 per cento. Il governo di Seul ha avviato nel 2008 un piano per facilitare le acquisizioni all'estero, contando soprattutto sulle imprese private. Gli accordi (già sottoscritti da società sud-coreane o dallo stesso governo, o ancora in fase di discussione) hanno interessato la Mongolia, la Russia orientale, il Sudan, l'Argentina e altri Paesi del Sud-Est asiatico. In Giappone tutta l'azione sul campo è affidata ad aziende private, mentre il Governo si occupa della cornice politico-diplomatica, stipulando accordi di libero scambio, trattati bilaterali e patti di cooperazione allo sviluppo. L'India è impegnata sul fronte delle acquisizioni internazionali di terra attraverso sia le società di commercio di proprietà statale, sia i privati attivi nell'agrobusiness. Si cerca così di ottenere campi per coltivare e per allevare bestiame, con l'obiettivo di riportare la produzione in patria, sopperendo così alla scarsità di terre fertili e di risorse idriche. New Delhi sta cercando di conquistare campi in Birmania (per la coltivazione di lenticchie), in Indonesia (piantagioni di palma da olio), Uruguay, Paraguay e Brasile (soia).

venerdì 28 agosto 2009

Scienza e voglia di figli!





PROCREAZIONE LOW COST, IN SUDAN SI FARA' PER 300 DOLLARI
ROMA - La procreazione assistita low cost è realtà: sarà presto disponibile in Africa a prezzi irrisori rispetto a quello che le cliniche chiedono in Occidente, infatti nella capitale del Sudan aprirà alla fine di ottobre una clinica che promette di fornire terapie di fecondazione assistita per meno di 300 dollari.La clinica, presso l'Università Khartoum, è finanziata da Low Cost IVF Foundation (LCIF) di Massagno, Svizzera, idea del pioniere della fecondazione in vitro Alan Trounson, ora presidente del California Institute for Regenerative Medicine. A ritornare sull'argomento 'procreazione in vitro low cost' è il magazine New Scientist in cui è riferito che altre cliniche simili sono ad Arusha, Tanzania e a Cape Town, Sud Africa. Sono tante le opportunità di risprmio in questo campo: farmaci a basso costo per indurre l'ovulazione nella donna esistono, sono sicuri ed efficaci e potrebbero sostituire le molecole altamente biotecnologiche in uso; si potrebbe risparmiare molto sulle apparecchiature, per esempio sugli incubatori: è stata già sperimentata una speciale 'capsula' in cui incubare gli embrioni neoformati che si mette in vagina per alcuni giorni.L'infertilità non è solo un problema occidentale, in Africa colpisce fino a una coppia su tre, colpa soprattutto di infezioni sessualmente trasmesse, scarsa prevenzione e pratiche, come la mutilazione dei genitali, a loro volta causa di infertilità. Ma è chiaro che quando le metodologie low cost prenderanno piede e si riveleranno competitive rispetto agli standard occidentali, il business del bebé in provetta (nei paesi ricchi i costi di un ciclo possono raggiungere anche i 12 mila dollari) non sarà più giustificabile e i prezzi potrebbero scendere.
La scienza sta mettendo in strada bouna idea per me il sottoscritto voli un quartto figlio o figlia, avete visto Elisa mia nipotina .......azim