venerdì 30 maggio 2008

Mercato del Cammelli




Il mercato in Sudan anzi a Portsudan ha piu aspetti cosi molti belli perche in questa foto il mercato e di cammelli che si usano o per viaggare nel deserto perche sopportano il caldo e non bevanno aqua per quindici giorni altrimente e un alimento molto gradito solo che ha carne grasso ma molto nutretivo, e un animale molto intelegente non dimendica mai che lo ha fatto del male e tenda di vendicare.....eh cosi meglio stare alla larga e non menarlo ma trattarlo bene.

sabato 24 maggio 2008

TRE PERSONE CAPI MA UNA FACIA





DARFUR/ LEADER RIBELLI JEM: ATTACCHEREMO GOVERNO FUORI DAL DARFUR
Portavoce Slm: ci stiamo coordinando con tutte le fazioni ribelli
postato 1 giorno fa da APCOM
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Roma, 22 mag. (Apcom) - Il leader dei ribelli del Movimento per la giustizia e l'uguaglianza (Jem), Khalil Ibrahim, si dice pronto a lanciare attacchi al governo sudanese fuori dai confini territoriali del Darfur, ma non esclude colloqui di pace con Khartoum per una risoluzione pacifica del conflitto in atto dal 2003 nella regione occidentale del Paese.
"L'incursione a Khartoum - ha detto Ibrahim al quotidiano panarabo al Sharq al Awsat - ha dimostrato le nostre capacità e che il governo sudanese è una tigre di carta, la cui unica forza è la propaganda. Da oggi non combatterò più in Darfur". Contattato da Apcom, anche un portavoce dell'altro gruppo di ribelli del Darfur, il Movimento per la liberazione del Sudan (Slm), ha riferito di consultazioni in corso per coordinare l'azione di tutte le fazioni dei ribelli, circa 10, contro il governo di Khartoum, "fuori dal Darfur". Secondo il portavoce dell'Slm, il conflitto sarebbe entrato in una "nuova fase", dal momento in cui Khartoum ha cominciato a prendere di mira i darfuriani in tutto il Paese.
Nell'intervista, Ibrahim ha offerto anche la sua versione dei fatti sull'attacco lanciato il 10 maggio scorso a Omdurman, sulla riva opposta del Nilo rispetto a Khartoum, smentendo di essere fuggito. "Dopo l'attacco sono rimasto per 72 ore a Omdurman, senza nascondermi - ha raccontato - a nascondersi sottoterra, in luoghi prestabiliti, sono stati i simboli del regime".
Ibrahim non chiude però le porte a un negoziato di pace: "l'opzione della pace è ancora in piedi, ma ripeteremo l'attacco più volte in caso di un rifiuto del governo di Khartoum". Nei giorni scorsi, il Presidente dell'Unione africana (Ua), Jean Ping, ha avviato una mediazione di pace tra Sudan e Ciad, accusato da Khartoum di sostenere i ribelli, e ha affermato che l'attacco contro la capitale non fermerà il negoziato di pace avviato dall'Ua e dalle Nazioni Unite.
Il conflitto è scoppiato in Darfur nel febbraio 2003, quando le tribù africane dei Fur, Zaghalit e Masalit hanno imbracciato le armi contro il governo arabo di Khartoum per rivendicare una maggiore partecipazione all'amministrazione del Paese e una più equa distribuzione della ricchezza nazionale, da investire nella regione, afflitta da sottosviluppo e dall'avanzare della desertificazione. Sono almeno 300.000 le persone morte finora, stando a stime Onu, e oltre 2,5 milioni i profughi

IL POPOLO SUDANESE NON DEVE CREDERE A QUESTI FURFANTI.......AZIM

Alcuni notizie del Sudan

GUANTANAMO/ DOPO SEI ANNI MILITANTE PUO' TELEFONARE ALLA FAMIGLIA
Un giudice ha ordinato all'esercito americano di permetterlo
postato 1 giorno fa da APCOM
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Guantanamo, 23 mag. (Ap) - Un giudice ha ordinato all'esercito americano di autorizzare un presunto militante di al-Qaida a telefonare alla sua famiglia in Sudan per preparare la sua difesa al processo per crimini di guerra a Guantanamo.
Il detenuto, Ibrahim al-Qosi, si lamentava di non aver avuto alcun contatto con l'esterno dal suo arrivo nella base militare americana nell'isola di Cuba, sei anni e mezzo or sono. Ha detto al giudice di aver bisogno di chiamare suo fratello in Sudan perchè gli trovasse un avvocato per difenderlo al processo.
Al-Qosi ieri sera ha potuto parlare per circa un'ora con la sua famiglia, ha riferito il comandante Pauline Storum, portavoce del centro di detenzione di Guantanamo. L'uomo, 47 anni, è accusato di aver esercitato le funzioni di contabile e tesoriere di al-Qaida durante gli anni 1990 quando la rete terrorista era presente in Sudan e in Afghanistan. Sarebbe poi stato una delle guardie del corpo di Osama bin Laden.
Se sarà riconosciuto colpevole di cospirazione e di sostegno materiale al terrorismo rischierà l'ergastolo.


Il dott. Bertola, di ritorno dal Sudan, racconta...
Canelli. Il dott. Pier Luigi Bertola, appena ritornato dal suo avventuroso viaggio umanitario in Sudan, ci ha fatto pervenire una simpatica relazione.
"Il viaggio del CISS (Cooperazione internazionale solidarietà sanitaria) cui ho partecipato con l'amico veterinario di Monastero Bormida Piero Sburlati, il fratello Gian Carlo è iniziato ad Alessandria d'Egitto. Dopo aver pagato un'ingente tassa doganale (circa 1500 dollari), sdoganato il furgone, accompagnati da un funzionario, via terra, abbiamo percorso i 1250 km, fino ad Assuan. Imponenti le piramidi di Giza. Lungo il Nilo, dove vive la maggior parte degli egiziani, si vedono carretti, trainati da magri asinelli, che trasportano qualche sacco di patate o di cipolle, sovente guidati da ragazzini che ci salutano con entusiasmo. Andando verso sud, le donne hanno quasi tutte il velo e gli uomini invece indossano il caffettano. La loro guida è caotica: quasi tutti sorpassano a destra e guidano contromano. Dopo Quena, il viaggio diviene quasi impossibile perché, avendo rifiutato la scorta del poliziotto, ad ogni posto di blocco veniamo fermati e ci viene richiesto un pagamento in denaro e lunghe procedure burocratiche. Luxor ci appare con i suoi suggestivi monumenti faraonici, immersi fra il verde delle palme. Particolarmente suggestivi i mercatini arabi con i loro profumi, i mille colori e i vestiti caratteristici e variopinti. E' sempre molto difficile scattare foto: più di una volta, siamo stati rimproverati dalla gente. Ad Assuan, dopo 9 ore di snervante attesa, riusciamo ad imbarcarci, ma senza il nostro furgone carico di materiale sanitario, che viene invece imbarcato sopra una chiatta che impiegherà 2 giorni a coprire i 300 km del lago Nasser sorto dalla diga di Assuan. Dopo oltre 19 ore di navigazione, non vi dico in che condizioni, arriviamo in Sudan. La prima cittadina, se così si può chiamare, Wadi Halfa ci accoglie con un'enorme distesa di sabbia di cui non si vede il termine. Comincia il grande deserto sudanese che ci accompagnerà per tutto il viaggio di andata. Mille km fino a Khartoum di cui 400 di piste con pericoli di insabbiamento e di perdita della direzione, ciò che è costato la vita a due viaggiatori. Le provviste di acqua cominciano a scarseggiare, ma non osiamo bere presso i pochi villaggi che incontriamo perché l'acqua ha un colore ed un odore strano. Di notte rimaniamo insabbiati e perdiamo la giusta direzione. La paura aumenta. Riprendiamo, all'alba, la ricerca della pista, sperando che sia quella giusta. In 24 ore abbiamo coperto i primi 400 km, i più impegnativi di tutto il viaggio. Quando intravediamo l'asfalto, anche noi gridiamo 'terraaa', ed il cuore si allarga! Alle 22 arriviamo a Khartoum dove, dai Salesiani, ci aspetta una buona doccia, un buon pasto e possiamo dormire, in letti normali, dopo aver riposato solo qualche ora al giorno. Nel scaricare il materiale presso un ospedale di Khartoum, ci accorgiamo che le medicine dell'armadietto sono scarse per cui, con i soldi che ci hanno dato alcuni amici, comperiamo una scorta di antibiotici che servirà a salvare qualche bambino dalle micidiali febbri intestinali che, in Italia, si curano con pochi sulfamidici, ma che, a queste latitudini, sono a rischio della vita!
Ringrazio la concessionaria Iveco di Asti del rag. Garelli coadiuvato dal rag. Bodriti che ci hanno fornito, gratuitamente, il furgone e la Messina linee di Genova nella persona di Roberto Merello per averci aiutato nel trasporto del furgone da Genova ad Alessandria d'Egitto e viceversa.
Chi volesse aiutarci all'acquisto di farmaci, potrebbe donare nella dichiarazione dei redditi il 5x1000 al numero di codice fiscale 91009530055 oppure mettersi in contatto con noi telefonando al numero 3463723950".

lunedì 12 maggio 2008

War near Khartoum ... Guerra al porta di Khartoum





قال مساعدون لزعيم المعارضة الاسلامي حسن الترابي ان السودان اعتقل الترابي واربعة اخرين من كبار اعضاء حزبه اليوم الاثنين بعد الهجوم الذي شنه على الخرطوم متمردون مرتبطون به تاريخيا.

قال مساعدون لزعيم
المعارضة الاسلامي حسن الترابي ان السودان اعتقل الترابي واربعة
اخرين من كبار اعضاء حزبه اليوم الاثنين بعد الهجوم الذي شنه
على الخرطوم متمردون مرتبطون به تاريخيا.


وقال عوض بابكر السكرتير الشخصي للترابي لرويترز ان قوات
الامن جاءت في ساعة مبكرة من صباح اليوم والقت القبض على
الترابي .


وكان خليل ابراهيم وزعماء اخرون لحركة العدل والمساواة
المتمردة في دارفور والتي هاجمت احدى ضواحي الخرطوم يوم السبت
انصارا للترابي في الماضي . ولكن الترابي ينفي اي دعم لحركة
العدل والمساواة.


ويمثل هذا الهجوم اول مرة يصل فيها القتال الى العاصمة
السودانية منذ عقود من الصراع بين الحكومة المركزية التي يهمين
عليها تقليديا العرب والمتمردين من مناطق هامشية.


وقال نجل الترابي ان قوات الامن اعتقلت اباه في مزله بعد
ساعة واحدة تقريبا من عودته من مؤتمر لحزب المؤتمر الوطني الذي
يتزعمه في ولاية سنار القريبة.


واضاف صديق الترابي انهم يريدون الانحاء باللائمة على الحزب
فيما حدث.


وكان الترابي من انصار الرئيس عمر حسن البشير الى ان
انشقا في صراع مرير على السلطة في عام 1999-2000.


ومنذ ذلك الوقت يدخل الترابي السجن ويخرج منه ولكن افرج
عنه مع كل السجناء السياسيين الاخرين بعد اتفاقية سلام بين
الشمال والجنوب في عام 2005.
Khartoum, 16:51
SUDAN: SCONTRI CON RIBELLI DARFUR,COPRIFUOCO IN CAPITALE
Si sono estesiad alcunio settori della periferia nord di Khartoum gli scontri tra truppe regolari sudanesi e ribelli del Darfur appartenenti al Jem, il Movimento per la Giustizia e l'Eguaglianza, in corso da giovedi' nella provincia limitrofa del Kordofan Settentrionale, che si estende poche decine di chilometri a ovest: lo hanno denunciato fonti dell'Esercito, secondo cui nella capitale e' stato imposto il coprifuoco notturno, che va ad aggiungersi alla misure straordinarie gia' adottate in precedenza per l'approssimarsi alla citta' delle milizie provenienti dalla tormentata regione occidentale del Sudan. Si tratta dell'attacco piu' in profondita' verso il cuore del regime mai sferrato dai guerriglieri del Darfur, che le autorita' locali accusano di farsi appoggiare militarmente dal confinante Ciad
Ma che cosa sta succedendo speriamo bene

mercoledì 7 maggio 2008

Sudan History



Sudan Civil War
The ongoing civil war has displaced more than 4 million southerners. Some fled into southern cities, such as Juba; others trekked as far north as Khartoum and even into Ethiopia, Kenya, Uganda, Egypt, and other neighboring countries. These people were unable to grow food or earn money to feed themselves, and malnutrition and starvation became widespread. The lack of investment in the south resulted as well in what international humanitarian organizations call a “lost generation” who lack educational opportunities, access to basic health care services, and little prospects for productive employment in the small and weak economies of the south or the north.
The SPLA, and its NDA allies have received political, military and logistical support primarily from Ethiopia, Uganda and Eritrea. These states were firmly behind efforts to overthrow the Sudan Government and install in its place Sudanese opposition groups, operating under the umbrella of a coalition known as the National Democratic Alliance (NDA). From the outset, the SPLA had the support of the Government of Ethiopia. Uganda provided the SPLA with access to arms and permission to train its forces within its territory. Eritrea allowed the SAF to use its territory for training, and supports its activities. They received indirect support from the United States. The US allocated $20 million in “non-lethal” military assistance to SPLA supporters (Uganda, Eritrea, Ethiopia) in February 1998 for defense against opposition groups in their countries backed by Sudan. Sudan has long accused Eritrea, which has a hostile relationship with Khartoum, of providing training facilities and arms to the SPLA in the south, to rebel forces in Darfur, and another rebel group called Beja Congress in the east.
Sudan has two distinct major cultures--Arab and Black African--with hundreds of ethnic and tribal divisions and language groups, which makes effective collaboration among them a major problem.
The northern states cover most of the Sudan and include most of the urban centers. Most of the 22 million Sudanese who live in this region are Arabic speaking Muslims, though the majority also use a traditional non-Arabic mother tongue (i.e., Nubian, Beja, Fur, Nuban, Ingessana, etc.) Among these are several distinct tribal groups; the Kababish of northern Kordofan, a camel-raising people; the Ja’alin and Shaigiyya groups of settled tribes along the rivers; the seminomadic Baggara of Kordofan and Darfur; the Hamitic Beja in the Red Sea area and Nubians of the northern Nile areas, some of whom have been resettled on the Atbara River; and the Negroid Nuba of southern Kordofan and Fur in the western reaches of the country.
The southern region has a population of around 6 million and a predominantly rural, subsistence economy. This region has been negatively affected by war for all but 10 years of the independence period (1956), resulting in serious neglect, lack of infrastructure development, and major destruction and displacement. More than 2 million people have died, and more than 4 million are internally displaced or become refugees as a result of the civil war and war-related impacts. Here the Sudanese practice mainly indigenous traditional beliefs, although Christian missionaries have converted some. The south also contains many tribal groups and uses many more languages than in the north. The Dinka (pop. est. more than 1 million) is the largest of the many Black African tribes of the Sudan. Along with the Shilluk and the Nuer, they are among the Nilotic tribes. The Azande, Bor, and Jo Luo are “Sudanic” tribes in the west, and the Acholi and Lotuhu live in the extreme south, extending into Uganda.
Sudan was a collection of small, independent kingdoms and principalities from the beginning of the Christian era until 1820-21, when Egypt conquered and unified the northern portion of the country. Historically, the pestilential swamps of the Suud discouraged expansion into the deeper south of the country. Although Egypt claimed all of the present Sudan during most of the 19th century, it was unable to establish effective control over southern Sudan, which remained an area of fragmented tribes subject to frequent attacks by slave raiders.
In 1881, a religious leader named Muhammad ibn Abdalla proclaimed himself the Mahdi, or the “expected one,” and began a religious crusade to unify the tribes in western and central Sudan. His followers took on the name “Ansars” (the followers) which they continue to use today and are associated with the single largest political grouping, the Umma Party, led by the descendant of the Mahdi, Sadiq al Mahdi. Taking advantage of conditions resulting from Ottoman-Egyptian exploitation and maladministration, the Mahdi led a nationalist revolt culminating in the fall of Khartoum in 1885. The Mahdi died shortly thereafter, but his state survived until overwhelmed by an Ango-Egyptian force under Lord Kitchener in 1898. Sudan was proclaimed a condominium in 1899 under British-Egyptian administration. While maintaining the appearance of joint administration, the British Empire formulated policies, and supplied most of the top administrators.

E SOLO SPORT ..LONTANO DELLA POLITICA




ATTIVISTI AFRICANI ED EUROPEI PER IL DARFUR CHIEDONO AI LEADERS DEL MONDO DI NON PARTECIPARE ALLE CERIMONIE DI APERTURA DELLE OLIMPIADI

ITALIANS FOR DARFUR e altre organizzazioni umanitarie internazionali rivolgono un appello per il dispiegamento dei peacekeepers in Darfur.

07/05/2008 - Roma – Quindici organizzazioni umanitarie africane ed europee da dieci diverse nazioni, inclusa ITALIANS FOR DARFUR, hanno sottoscritto un appello ai leaders del mondo affinché non partecipino alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino in Agosto, finchè i peacekeepers della missione congiunta delle Nazioni Unite e dell’ Unione Africana in Darfur (UNAMID) non saranno effettivamente in grado di proteggere i civili del Darfur. Già il mese scorso, gli attivisti statunitensi avevano denunciato la complicità della Cina nel permettere al governo del Sudan di protrarre la terribile campagna contro i civili del Darfur. ITALIANS FOR DARFUR ha sottoscritto questo comunicato e si augura che il Capo del Governo non partecipi alle cerimonie di apertura dei giochi olimpici.

“Come possono i leaders del mondo guardare la luce della torcia olimpica – sotto lo slogan “Un solo mondo, un solo sogno” – senza prendere alcuna azione per spegnere le fiamme della violenza che ancora bruciano gli uomini, le donne e i bambini indifesi del Darfur?” domandano le organizzazioni nel loro comunicato congiunto. “Chiediamo ai leaders del mondo di non partecipare alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino del 2008. Come sostenitori dei diritti umani in Darfur, continueremo a lanciare questo appello finchè le forze di pace delle Nazioni Unite e dell’Unione Africana non saranno dispiegate effettivamente in difesa dei civili in Sudan.”

Le organizzazioni firmatarie dell’appello congiunto sono: STAND (Canada); Arab Program for Human Rights Activists (Egitto); Cairo Institute for Human Rights Studies (Egypt); Collectif Urgence Darfour (Francia); Darfuri Association (Germania); Genocide Alert (Germania); Media Foundation for West Africa (Ghana); Italians for Darfur (Italia); National Association of Seadogs International (Nigeria); Socio-Economic Rights & Accountability Project (Nigeria); Rencontre Africaine pour la Defense des Droits de l’Homme (Senegal); West African Refugees and Internally Displaced Persons Network (Senegal); Human Rights Institute of South Africa; Waging Peace (UK); e Darfur Union (UK).

In quanto princiapale partner politico e commerciale, primo fornitore di armi e primo investitore straniero in Sudan, la Cina può assumere un ruolo fondamentale nel portare la pace e la sicurezza agli abitanti del Darfur. In particolare, la Cina potrebbe usare la sua influenza sul Governo sudanese affinchè permetta l’effettivo e completo dispiegamento della missione di pace UNAMID; rispettare il trattato di pace Nord-Sud e partecipare in maniera costruttiva al processo di pace in Darfur; assicurare, senza restrizioni, l’invio degli aiuti umanitari in Darfur e Ciad.


“A Pechino non dovrebbe essere consentito di illuminarsi del caldo scintillio della pace e della fratellanza associato all’apertura dei giochi se la Cina continua a permettere le atrocità in Darfur e se non ha ancora fatto quello che dovrebbe fare per portare la pace e la sicurezza in Sudan.”

Il comunicato – che non è un appello alle Nazioni, agli atleti o agli sponsor a boicottare gli eventi sportivi dei Giochi Olimpici – vuole porre il problema se sia conveniente partecipare alle solenni e fastose cerimonie di apertura mentre la gente del Darfur continua a soffrire.
Da quando l’appello è stato lanciato per la prima volta dalle organizzazioni umanitarie statunitensi, diversi Capi di Governo del mondo, come i candidati presidenziali degli Stati Uniti, hanno già annunciato che non parteciperanno alle cerimonie di apertura dei giochi olimpici o hanno espresso perplessità sulla loro partecipazione.


Link: Italians for Darfur
di Mauro Annarumma
Mauro Annarumma

(Fonte notizia: Italian Blogs for Darfur)

LO SPORT E OLIMPIADI NON E POLITICA FATTI IL MODO CHE QUESTI RAGAZZI DARFURIANI ANCHE LORO VINCANO LORO DEL'OLIMPIADI......e un sport non politica........azim

martedì 6 maggio 2008

peace now





علقت الفصائل الموقعة على اتفاق ابوجا لسلام دارفور مشاركتها فى حكومة الوحدة الوطنية احتجاجا على ما أسمته البطء فى تنفيذ بنود ما تم الاتفاق عليه في مايو/آيار 2006 .
وحمل فصيل ميني أركو ميناوي بحركة تحرير السودان أبرز الموقعين على اتفاق أبوجا المؤتمر الوطني لحاكم مسؤولية التباطؤ في تنفيذ الاتفاقية .
واتهم ميناوي كبير مساعدي الرئيس السوداني ورئيس السلطة الانتقالية لاقليم دارفور في مؤتمر صحفي عقده الأحد الحكومة بأنها غير راغبة في اعادة النازحين واللاجئين الى مناطقهم.
لكن المؤتمر الوطنى الحاكم لا يقر بوجهة نظر شركائه فى اتفاق سلام دارفور.
ويرى الحزب الحاكم أن معظم بنود الاتفاق تم تنفيذها ، وان عقبات موضوعية حالت دون تنفيذ بعضها.
في الوقت ذاته اتهم حسن برقو القيادي في المؤتمر الوطني حاملي السلاح من بقية فصائل التمرد بإعاقة جهود تنفيذ الاتفاقية واستخدامهم النازحين واللاجئين كدروع بشرية لتنفيذ مخططاتهم.
ووصف برقو الحركات الموقعة على اتفاق أبوجا بانها تعاني من الخلافات الداخلية فيما بينها الامر الذي اثر على سير الاتفاقية على حد قوله.
يذكر ان اتفاقية السلام الموقعة في ابوجا قد اكملت عامها الثاني من دون ان يتحقق سلام ملموس على ارض الواقع في الاقليم.
وتشير تقارير الامم المتحدة الى ان حالة الانفلات الأمنى لا تزال تسجل مستويات عالية ، وتعوق الجهود المبذولة لتحسين الوضع الانسانى وتوصيل المساعدات الى ضحايا الصراع. الوضع الميداني
وفي تطور آخر قالت حركة العدل والمساواة الغير منضمة لاتفاق أبوجا إن 14 مدنيا قتلوا في غارات شنتها القوات الحكومية السودانية على مدى ثلاثة أيام على ولاية شمال دارفور.
وذكر أحمد حسين آدم متحدث باسم الحركة لوكالة فرانس برس إن ثلاثة نساء وطفلين كانوا ضمن 11 قتيلا سقطاو في غارة الأحد استهدفت سوقا في قرية شقيق كارو.
وقال آدم إن هجمات الجيش السوداني" تستهدف عمدا المدنيين" مؤكدا أنه لم يكن هناك أي عنصر مسلح من المتمردين في المناطق التي تعرضت للقصف.
وأضاف أنه أصبح واضحا أن الحكومة السودانية لاتريد التوصل إلى أي حل سياسي.
وكانت الأمم المتحدة قد اعلنت الشهر الماضي أن عدد ضحايا النزاع في إقليم دارفور وصل إلى 300 ألف قتيل بينما تقول الخرطوم إن العدد أقل من ذلك بكثير.
KHARTOUM, May 5 (Reuters) - Sudanese government bombs have
hit a primary school and a busy market place in Darfur, killing
at least 13 people, including seven children, two aid
organisations said on Monday.


The Sudanese army was not immediately available to comment
but has repeatedly denied bombing in the area, which would be a
violation of a U.N. Security Council resolution banning all
offensive flying.


The aid groups said a government Antonov plane bombed the
village of Shegeg Karo in North Darfur on Sunday. If confirmed,
it would be the deadliest bombing raid in Darfur in years.


"According to information gathered by the villagers of
Shegeg Karo, the Antonov hovered for a long time and then bombed
repeatedly," a joint statement from Darfur Diaries and the
Darfur Peace and Development Organisation said.


"The Shegeg Karo school was hit and one classroom was
destroyed. It was in session," it added. The youngest child to
die was 5-year-old Yusuf Adam Hamid. It said two other children
were seriously wounded and 30 more lightly wounded.


Both organisations fund the primary school of 238 students.


The groups said the market was also hit with six people
reported killed and 20 shops destroyed. They said it was unclear
how many people were wounded at the market place. Hundreds of
women usually gather there on market day.


Last week, a joint U.N.-African Union peacekeeping mission
confirmed rebel reports of bombing in North Darfur in spite of
government denials.

CONDEMNATION


On Monday UNAMID force commander Martin Luther Agwai issued
a statement expressing deep concern at the "rising toll of
civilian deaths and casualties as a result of the recent bombing
of villages in Darfur."


It called the reported bombing raids: "unacceptable acts
against civilians, compounding the extent of displacement,
insecurity and untold human suffering."


UNAMID said it was mobilising its helicopters to evacuate
the injured.


Darfur rebels said three other areas were bombed on Sunday.
Ein Sirro and Jabel Medop in North Darfur and an area in West
Darfur near rebel-held Jabel Moun. There were no reports of
casualties.


International experts estimate some 200,000 people have died
and 2.5 million been driven from their homes in five years of
revolt in Darfur. Khartoum blames the Western media for
exaggerating the conflict and puts the death toll at 10,000.


Deployment of the peacekeeping force, set to become the
world's biggest, has been slow.


A May 2006 peace deal was signed by one of three rebel
negotiating factions. But little has been done to implement the
deal while insecurity has worsened because of infighting between
rebel factions.


Minni Arcua Minnawi, a former rebel who signed the 2006 and
became a presidential assistant, said he was suspending
participation in the government for one day in protest at the
lack of political will from President Omar Hassan al-Bashir's
government.


"The government is not serious and not committed to the
peace deal," said a Minnawi spokesman, al-Tayyib Khamis.


Sudan is asking donor nations meeting in Norway this week
for $6 billion over the next three years to help rebuild after
decades of civil wars. A 2005 peace deal ended war between north
and south, but did not cover Darfur.

LOOK THE PROCEEDING OF DEVELOPMENT WE WANT PEACE NOW DARFUR LIVE THE DARFURIANS IN PEACE

venerdì 2 maggio 2008

Diga sul nilo


SUDAN/ CONTRATTO DA 396 MLN USD CON DUE AZIENDE CINESI PER DIGA
Progetto finanziato da diversi fondi di sviluppo arabi
Roma, 28 apr. (Apcom) - Il governo sudanese ha firmato un contratto da 396 milioni di dollari (oltre 253 milioni di euro) con due aziende cinesi per innalzare la diga Roseires lungo il Nilo Blu, a circa 520 chilometri a sud-est di Khartoum. Il contratto prevede che i finanziamenti siano garantiti da diversi fondi di sviluppo arabi, mentre i servizi di consulenza sono stati appaltati all'azienda australiana Smec International e alla francese Coyne et Bellier.
Il contratto con le due aziende cinesi, la Sinohydro Corp e la China International Water&Electric Corp (Cwe), è stato siglato alla presenza del Presidente sudanese Omar al Bashir. Stando a quanto riferisce oggi il Sudan Tribune, la Cwe è già impegnata nella costruzione di un'altra diga nel nord del Sudan, Merowe. I finanziamenti saranno garantiti dal Fondo arabo per lo sviluppo economico, dalla Banca islamica per lo sviluppo e dal Fondo kuwaitiano per lo sviluppo economico, oltre che dal Fondo Opec e dal Fondo per lo sviluppo di Abu Dhabi.
Il progetto prevede un innalzamento di 10 metri della struttura, per aumentare le sue capacità di irrigazione e la produzione di energia. Una volta completati i lavori, ha precisato il ministro sudanese per l'Irrigazione e le risorse idriche, Mohammed Kamal, la Diga Roseires garantirà 3,7 miliardi di metri cubi di acqua, rispetto dagli attuali tre miliardi, e raddoppierà l'attuale livello di produzione di elettricità.