venerdì 29 gennaio 2010

Invito






Sudanese Association Italy

The Sudanese residents with permission of stay had desired to form an Association in Italy and a Social Corporation for work so as to proclaim their wrights through a juridical form in Italy and the European Union countries, also to create a job centre in the Corporation. The Association will be motivated to establish activities like; social life, cultural life, events sport, and artistic also traditional life.
All of you are asked gently to attend a meeting,
On the 31st of Jan. 2010,
at 15.00 hrs time in Casa delle Culture Del Mondo.
Via Giulio Natta 11 (metro rosso Lamugnano)

That is important to elect the executive office of the Sudanese Association:-
1- President
2- Secretary
3- Accountant
4- Speaker
5- Two supervisors of the association activity.
If you are living out strikes of Milan contact us through,
Our site
http://sudaneseassociation.blogspot.com/



English to Italian translation Show romanization
Associazione Sudanese ItaliaI residenti sudanesi con permesso di soggiorno ha voluto per formare una associazione in Italia e uno Cooperativa sociale per il lavoro al fine di proclamare la loro Wrights attraverso una forma giuridica in Italia e paesi dell'Unione europea, anche per creare un centro di lavoro nella Cooperativa. L'associazione sarà motivato a stabilire le attività simili; vita sociale, la vita culturale, eventi sportivi, e anche la vita artistica tradizionale.Siete tutti gentilmente chiesto di partecipare a una riunione,Il 31 gennaio 2010,alle ore 15.00 momento in Casa delle Culture del Mondo.Via Giulio Natta 11 (Rosso metro Lamugnano)Che è importante per eleggere l'ufficio esecutivo dell'Associazione sudanese: --1 - Presidente2 - Segretario3 - Tesoriere4 - Speaker5 - Due le autorità di vigilanza delle attività dell'associazione.Se si sta vivendo gli scioperi di Milano contattarci attraverso Il nostro sito
http://sudaneseassociation.blogspot.com/

lunedì 25 gennaio 2010

Sudan ...Sudan





One of my priorities is to create a Sudanese Association of Milan and will extend to all Italy then gradually will be in the European community the only African association had ever been created to handle all the Sudanese problems in Italy and European community, a friend told me that I spread my energy why I should have to use efforts for Arci Darfur Association? Some Sudanese they told me that they are not represented in Arci Darfur so I have to please them next week end we will have the meeting in which we will elect the executive officials who will be responsible for the association directory.







Traduzione da Inglese verso Italiano Visualizza caratteri romani
Una delle mie priorità è quella di creare un sudanese Associazione di Milano e estendere di tutta Italia poi graduale sarà in comunità 'europea, la ASSOCIAZIO solo africano era mai stato creato per gestire tutti i problemi del Sudan in Italia e Comunità Europea, il un amico mi ha detto che sperdere la mia energia perché avrei dovuto usare gli sforzi per associazione Arci Darfur? Alcuni sudanesi mi hanno detto che non sono rappresentati nel Arci Darfur modo che ho per loro piacere fine della prossima settimana avremo la riunione in cui si eleggeranno i funzionari esecutive che sarà responsabile per la directory di associazione.


giovedì 31 dicembre 2009

Svolta!!!!


Darfur - Il mercato di El Fasher torna a viveredi Francesca Bianchi - Dec 24th, 2009 Categoria Esteri, Ultimissime.Il mercato di El Fasher, capitale del Darfur settentrionale, riprende vita e la regione, che era in ginocchio per le violenze degli ultimi anni, sembra tornare alla normalità.Disordini, banditismo e completa mancanza di sicurezza avevano reso impossibile qualsiasi scambio di beni. Le merci non potevano entrare in Darfur ed era pericoloso qualsiasi spostamento.La presenza di merci e acquirenti nel mercato di El Fasher è un indicatore di stabilità molto significativo.Il mercato è un importante centro di scambi commerciali. Le regioni limitrofe hanno ripreso i contatti economici sostenute anche da accordi economici siglati da El Al-Tayeb Gaddal, ministro delle Finanze dello Stato del Nord Darfur. Gli esportatori di merci in particolare sono il Darfur meridionale, il Ciad e la Libia.Anche l’orario di apertura è significativo. Non esiste più un coprifuoco, è possibile vendere e acquistare fino al tramonto.Sui banchi o esposte sulle stuoie sono disponibili frutta e verdura, vestiti, profumi e altri prodotti.Si inaugurano anche le prime aperture di caffetterie e ristoranti. Increbile miracolo, segno concreto del fatto che il miglioramento dello stato di sicurezza generale e della situazione umanitaria stanno avendo un effetto positivo su tutto il sistema economico e commerciale.Sono stati avviati accordi per rilanciare il settore agricolo, nello Stato che gode di terre fertili e di risorse idriche ingenti. Il Darfur è un territorio esteso, comprende il 20% della superficie totale del Sudan, ed è molto ricca anche di minerali e petrolio.La regione, per decenni, è stata una fonte economica importante per la popolazione sudanese, ma la guerra civile ha portato miseria e abbandono ovunque. Sei anni di guerra civile hanno costretto oltre 2,7 milioni di persone a lasciare le loro case. Molti di loro sono diventati Internally Displaced Person (IDP), nomadi costretti a spostarsi in continuazione per evitare le conseguenze del pesante clima di violenze e soprusi nel Paese.Francesca Bianchi
Ora il governo deve fare pace ma prima grantire la terra sequestrata e grantire la salva securezza per il sfolati e aprire le scuole frae piano di sviluppo totale per i Darfuriani.................azim

mercoledì 30 dicembre 2009

Alternetiva!!!




29/12/2009 15.07.57Dal Sudan prime esportazioni di biocarburante verso l’Europa
È diretto al porto europeo di Rotterdam, in Olanda, il primo carico di etanolo prodotto per l’esportazione dall’impianto per la fabbricazione di biocarburanti di Kenana, circa 250 chilometri a sud della capitale del Sudan, Karthoum. A darne notizia è la società produttrice di bio-combustibile da canna da zucchero “Kenana Sugar”, aggiungendo che, dopo la prima spedizione da cinque milioni di litri di etanolo, ogni mese saranno inviati in Europa altri cinque milioni di litri, per mezzo di una serie di accordi di cooperazione tra il Sudan e l’Unione Europea (Ue). Tra i principali produttori al mondo di canna da zucchero, il Sudan ha sviluppato quest’anno la filiera per produrre gradualmente fino a 200 milioni di litri di bio-etanolo all’anno, grazie all’entrata in funzione a Giugno scorso di un impianto per l’utilizzazione a fini energetici del residuo organico della canna da zucchero e l’attivazione di una distilleria di etanolo. Molte le organizzazioni che criticano i biocarburanti accusati di ridurre le derrate alimentari e di aumentare la fame nel mondo. In particolare in Sudan sono milioni le persone sottonutrite. (C.S.)

Alternetiva al vecchio sistema ...................................bravi ma resolvete la questione sanguinario del Darfur..................................................azim

venerdì 18 dicembre 2009

Italia e di destra ma fino ora non represivi!!!

Inizio moduloFine moduloFacebook è più pericoloso dei gruppi anni 70. E Schifani le spara sempre più grosse“Si leggono dei veri e propri inni all’istigazione alla violenza. Negli anni 70, che pure furono pericolosi, non c’erano questi momenti aggregativi, che ci sono su questi siti. Così si rischia di autoalimentare l’odio che alligna in alcune frange”. Così il presidente del Senato ha cercato di spiegare per quale motivo i social network, Facebook e affini, sarebbero pericolosi per l’ordine costituito e per l’ordinamento democratico, in una sua visione vagamente polpottiana della società e della comunicazione.A Renato Schifani ha risposto con sagacia il capo gruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi: “la pensa come Ahmadinejad, HU Jintao e Al Bahir, i presidenti di Iran, Cina e Sudan, dove Facebook è messo al bando”. In effetti continua a permanere questo strano contrasto tra il Popolo della libertà che evoca libertà e propone censure, bandi, liste di proscrizione. Pensare che fino ad oggi i paesi in cui internet era sottoposto a controlli e limitazioni erano messi all’indice come luoghi dove la libertà di espressione era a rischio.Ci voleva il presidente del Senato, che probabilmente internet non lo usa nemmeno per approfittare dell’utilissima calcolatrice di windows, per spiegarci che in effetti certe affermazioni, certi slogan e certi discorsi potrebbero essere pericolosi. Difficile capire chi dovrebbe decidere quali affermazioni alimentano l’odio e quindi vanno censurate: un gruppo di Facebook che definisse Bush un assassino inciterebbe all’odio o semplicemente definirebbe le azioni di chi ha portato prove false per scatenare una guerra che ha portato decine di migliaia di morti civili?

Hei Abbiamo capito Sudan Iran e altri paese di assedio facista o destra Islamica ma qui in Italia ......UN PAESE DOVE LA DEMOGRAZIA ANCORA IN COMPIUTA .....SCHIFANI E LA SECONDA CARICA DEL STATO il colmo....ma in Italia non sono repressivi!!!???......azim

mercoledì 16 dicembre 2009

Notizie del Sudan.

Notiziario ONG
DARFUR: ITALIANS FOR DARFUR, "SUDAN CONDANNA A MORTE SEI BAMBINI"
(AGI) - Roma, 15 dic. - Sei bambini di eta' rischiano di essere giustiziati nel Sudan. L'appello per la sospensione definitiva della condanna a morte comminata loro e' stato lanciato da Italians for Darfur. I sei minori, di etnia Fur, di eta' compresa tra gli 11 e i 16 anni, sono stati accusati di far parte del Justice and Equality Movement, uno dei movimenti ribelli piu' importanti del Darfur, e di aver partecipato all'attacco del 2008 che nella capitale sudanese causo' oltre 300 vittime. Il tribunale di Khartum ha emesso finora oltre 100 condanne a morte, molte delle quali gia' eseguite. "Con questo appello -si legge in una nota dell'associazione- chiediamo al Governo sudanese di sospendere la sentenza ma anche di approfondire le responsabilita' del coinvolgimento di questi bambini in azioni di guerra. Va accertato se il Jem, come purtroppo al momento possiamo solo supporre, abbia impiegato bambini soldato nell'attacco a Khartum e se continui ad arruolare minorenni sottraendoli con la forza alle loro famiglie, negandogli cosi' di vivere l'infanzia e l'adolescenza che sono ad essi dovute". Finora l'associazione, e Articolo 21 che ha rilanciato l'appello, hanno raccolto 2500 firme per la sospensione della pena di morte per i sei minori. Domani si terra' un concerto di beneficenza al Teatro Albertino a Roma per sostenere la campagna di Italians for Darfur. "La sensibilita' crescente nei confronti della campagna per il Sudan e per il Darfur promossa dalla nostra associazione ci sprona a continuare sempre con maggiore impegno l'azione di contrasto alle violazioni dei diritti umani in Sudan - afferma Antonella Napoli, presidente di "Italians for Darfur" e autrice del libro - denuncia "Volti e colori del Darfur".(AGI) Fab

mercoledì 25 novembre 2009

Lubna a Parigi!





ESTERI
martedì 24 novembre 2009, 17:42
Sudan, la donna condannata per aver indossato i pantaloni fugge a Parigi
di Manila Alfano
Strumenti utili
La giornalista sudanese Lubna Hussein, nota alle cronache per essere stata arrestata dopo aver indossato un paio di pantaloni a Khartoum, è riuscita ad aggirare il divieto di espatrio imposto dalle autorità del suo paese fuggendo a Parigi. La donna dopo essere stata fermata dalla polizia nel mese di luglio è stata poi condannata a un mese di carcere in modo da evitare la pena delle 40 frustate, comminata invece ad altre sue colleghe che con lei erano state fermate per lo stesso motivo. La pena prevedeva anche il divieto di espatrio dal Sudan, eppure è riuscita lo stesso ad arrivare in Francia dove pubblicherà il suo prossimo libro dal titolo: «40 frustate per i pantaloni» che, come si prevede, scatenerà non poche polemiche in patria. Il libro, per ora scritto in francese, sarà presto tradotto in arabo, inglese e swahili e contiene numerosi particolari inediti dell'arresto suo e di altre 12 donne che con lei erano solite indossare i pantaloni, abbigliamento considerato non consono a una donna nel paese arabo. «Migliaia di donne sono andate in prigione in Sudan per questo motivo - spiega - e non avevano nessuna possibilità di difesa».