sabato 21 giugno 2008

AFRICA


no comment!!!!!!

martedì 17 giugno 2008

Zande



Tribu del Zande nelotici di colore olivastro alti belli con danze molto vivaca e forti rittmi di tamburi....................................................azim

martedì 10 giugno 2008

Accordo Abyei


SUDAN/ ACCORDO TRA NORD E SUD SU REGIONE PETROLIFERA DI ABYEI
Sarà un arbitrato internazionale a definire linea di frontiera

Roma, 9 giu. (Apcom) - Il governo di Khartoum e gli ex ribelli del Sud Sudan hanno raggiunto un accordo sulla regione petrolifera di Abyei, teatro nelle ultime settimane della ripresa delle ostilità tra le due parti. Il Presidente Omar al Bashir e il Primo Vicepresidente Salva Kiir, leader del Sud Sudan, hanno siglato "una road map" che prevede il rientro della popolazione sfollata dopo i recenti combattimenti, l'invio di unità di sicurezza miste sudanesi e Onu, la creazione di un'amministrazione provvisoria e un arbitrato internazionale per risolvere il contenzioso riguardo il confine.

Abyei si trova a nord della contestata linea di frontiera tra nord e sud del Sudan ed è al centro di uno scontro tra Khartoum e le autorità del Sud Sudan per la ripartizione dei proventi del greggio, dopo l'accordo di pace del 2005 che ha posto fine a oltre 20 anni di guerra civile. La collocazione amministrativa della città sarà decisa nel 2011 con il referendum popolare previsto dall'accordo di pace. Stando all'accordo raggiunto da al Bashir e Salva Kiir, e riportato oggi dal Sudan Tribune, sarà un arbitrato internazionale a definire, entro sei mesi, la linea di frontiera tra nord e sud in vista del referendum del 2011. Per quanto riguarda, invece, i profitti petroliferi, l'intesa prevede che siano così ripartiti: il 50% al governo nazionale, il 42% al governo del Sud Sudan, il 2% alla regione Bahr el Ghazal, il 2% al Kordofan Occidentale, il 2% alla popolazione Ngok Dinka e il restante 2% alla popolazione Misseriya.

Gli scontri del mese scorso hanno fatto temere la ripresa della guerra civile nel Paese. Stando a stime Onu, sono circa 90.000 le persone fuggite da Abyei a causa degli scontri.

Ecco va bene senza guerra e guerriglia..evitare scontro armato.....................................azim

venerdì 30 maggio 2008

Mercato del Cammelli




Il mercato in Sudan anzi a Portsudan ha piu aspetti cosi molti belli perche in questa foto il mercato e di cammelli che si usano o per viaggare nel deserto perche sopportano il caldo e non bevanno aqua per quindici giorni altrimente e un alimento molto gradito solo che ha carne grasso ma molto nutretivo, e un animale molto intelegente non dimendica mai che lo ha fatto del male e tenda di vendicare.....eh cosi meglio stare alla larga e non menarlo ma trattarlo bene.

sabato 24 maggio 2008

TRE PERSONE CAPI MA UNA FACIA





DARFUR/ LEADER RIBELLI JEM: ATTACCHEREMO GOVERNO FUORI DAL DARFUR
Portavoce Slm: ci stiamo coordinando con tutte le fazioni ribelli
postato 1 giorno fa da APCOM
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Roma, 22 mag. (Apcom) - Il leader dei ribelli del Movimento per la giustizia e l'uguaglianza (Jem), Khalil Ibrahim, si dice pronto a lanciare attacchi al governo sudanese fuori dai confini territoriali del Darfur, ma non esclude colloqui di pace con Khartoum per una risoluzione pacifica del conflitto in atto dal 2003 nella regione occidentale del Paese.
"L'incursione a Khartoum - ha detto Ibrahim al quotidiano panarabo al Sharq al Awsat - ha dimostrato le nostre capacità e che il governo sudanese è una tigre di carta, la cui unica forza è la propaganda. Da oggi non combatterò più in Darfur". Contattato da Apcom, anche un portavoce dell'altro gruppo di ribelli del Darfur, il Movimento per la liberazione del Sudan (Slm), ha riferito di consultazioni in corso per coordinare l'azione di tutte le fazioni dei ribelli, circa 10, contro il governo di Khartoum, "fuori dal Darfur". Secondo il portavoce dell'Slm, il conflitto sarebbe entrato in una "nuova fase", dal momento in cui Khartoum ha cominciato a prendere di mira i darfuriani in tutto il Paese.
Nell'intervista, Ibrahim ha offerto anche la sua versione dei fatti sull'attacco lanciato il 10 maggio scorso a Omdurman, sulla riva opposta del Nilo rispetto a Khartoum, smentendo di essere fuggito. "Dopo l'attacco sono rimasto per 72 ore a Omdurman, senza nascondermi - ha raccontato - a nascondersi sottoterra, in luoghi prestabiliti, sono stati i simboli del regime".
Ibrahim non chiude però le porte a un negoziato di pace: "l'opzione della pace è ancora in piedi, ma ripeteremo l'attacco più volte in caso di un rifiuto del governo di Khartoum". Nei giorni scorsi, il Presidente dell'Unione africana (Ua), Jean Ping, ha avviato una mediazione di pace tra Sudan e Ciad, accusato da Khartoum di sostenere i ribelli, e ha affermato che l'attacco contro la capitale non fermerà il negoziato di pace avviato dall'Ua e dalle Nazioni Unite.
Il conflitto è scoppiato in Darfur nel febbraio 2003, quando le tribù africane dei Fur, Zaghalit e Masalit hanno imbracciato le armi contro il governo arabo di Khartoum per rivendicare una maggiore partecipazione all'amministrazione del Paese e una più equa distribuzione della ricchezza nazionale, da investire nella regione, afflitta da sottosviluppo e dall'avanzare della desertificazione. Sono almeno 300.000 le persone morte finora, stando a stime Onu, e oltre 2,5 milioni i profughi

IL POPOLO SUDANESE NON DEVE CREDERE A QUESTI FURFANTI.......AZIM

Alcuni notizie del Sudan

GUANTANAMO/ DOPO SEI ANNI MILITANTE PUO' TELEFONARE ALLA FAMIGLIA
Un giudice ha ordinato all'esercito americano di permetterlo
postato 1 giorno fa da APCOM
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Guantanamo, 23 mag. (Ap) - Un giudice ha ordinato all'esercito americano di autorizzare un presunto militante di al-Qaida a telefonare alla sua famiglia in Sudan per preparare la sua difesa al processo per crimini di guerra a Guantanamo.
Il detenuto, Ibrahim al-Qosi, si lamentava di non aver avuto alcun contatto con l'esterno dal suo arrivo nella base militare americana nell'isola di Cuba, sei anni e mezzo or sono. Ha detto al giudice di aver bisogno di chiamare suo fratello in Sudan perchè gli trovasse un avvocato per difenderlo al processo.
Al-Qosi ieri sera ha potuto parlare per circa un'ora con la sua famiglia, ha riferito il comandante Pauline Storum, portavoce del centro di detenzione di Guantanamo. L'uomo, 47 anni, è accusato di aver esercitato le funzioni di contabile e tesoriere di al-Qaida durante gli anni 1990 quando la rete terrorista era presente in Sudan e in Afghanistan. Sarebbe poi stato una delle guardie del corpo di Osama bin Laden.
Se sarà riconosciuto colpevole di cospirazione e di sostegno materiale al terrorismo rischierà l'ergastolo.


Il dott. Bertola, di ritorno dal Sudan, racconta...
Canelli. Il dott. Pier Luigi Bertola, appena ritornato dal suo avventuroso viaggio umanitario in Sudan, ci ha fatto pervenire una simpatica relazione.
"Il viaggio del CISS (Cooperazione internazionale solidarietà sanitaria) cui ho partecipato con l'amico veterinario di Monastero Bormida Piero Sburlati, il fratello Gian Carlo è iniziato ad Alessandria d'Egitto. Dopo aver pagato un'ingente tassa doganale (circa 1500 dollari), sdoganato il furgone, accompagnati da un funzionario, via terra, abbiamo percorso i 1250 km, fino ad Assuan. Imponenti le piramidi di Giza. Lungo il Nilo, dove vive la maggior parte degli egiziani, si vedono carretti, trainati da magri asinelli, che trasportano qualche sacco di patate o di cipolle, sovente guidati da ragazzini che ci salutano con entusiasmo. Andando verso sud, le donne hanno quasi tutte il velo e gli uomini invece indossano il caffettano. La loro guida è caotica: quasi tutti sorpassano a destra e guidano contromano. Dopo Quena, il viaggio diviene quasi impossibile perché, avendo rifiutato la scorta del poliziotto, ad ogni posto di blocco veniamo fermati e ci viene richiesto un pagamento in denaro e lunghe procedure burocratiche. Luxor ci appare con i suoi suggestivi monumenti faraonici, immersi fra il verde delle palme. Particolarmente suggestivi i mercatini arabi con i loro profumi, i mille colori e i vestiti caratteristici e variopinti. E' sempre molto difficile scattare foto: più di una volta, siamo stati rimproverati dalla gente. Ad Assuan, dopo 9 ore di snervante attesa, riusciamo ad imbarcarci, ma senza il nostro furgone carico di materiale sanitario, che viene invece imbarcato sopra una chiatta che impiegherà 2 giorni a coprire i 300 km del lago Nasser sorto dalla diga di Assuan. Dopo oltre 19 ore di navigazione, non vi dico in che condizioni, arriviamo in Sudan. La prima cittadina, se così si può chiamare, Wadi Halfa ci accoglie con un'enorme distesa di sabbia di cui non si vede il termine. Comincia il grande deserto sudanese che ci accompagnerà per tutto il viaggio di andata. Mille km fino a Khartoum di cui 400 di piste con pericoli di insabbiamento e di perdita della direzione, ciò che è costato la vita a due viaggiatori. Le provviste di acqua cominciano a scarseggiare, ma non osiamo bere presso i pochi villaggi che incontriamo perché l'acqua ha un colore ed un odore strano. Di notte rimaniamo insabbiati e perdiamo la giusta direzione. La paura aumenta. Riprendiamo, all'alba, la ricerca della pista, sperando che sia quella giusta. In 24 ore abbiamo coperto i primi 400 km, i più impegnativi di tutto il viaggio. Quando intravediamo l'asfalto, anche noi gridiamo 'terraaa', ed il cuore si allarga! Alle 22 arriviamo a Khartoum dove, dai Salesiani, ci aspetta una buona doccia, un buon pasto e possiamo dormire, in letti normali, dopo aver riposato solo qualche ora al giorno. Nel scaricare il materiale presso un ospedale di Khartoum, ci accorgiamo che le medicine dell'armadietto sono scarse per cui, con i soldi che ci hanno dato alcuni amici, comperiamo una scorta di antibiotici che servirà a salvare qualche bambino dalle micidiali febbri intestinali che, in Italia, si curano con pochi sulfamidici, ma che, a queste latitudini, sono a rischio della vita!
Ringrazio la concessionaria Iveco di Asti del rag. Garelli coadiuvato dal rag. Bodriti che ci hanno fornito, gratuitamente, il furgone e la Messina linee di Genova nella persona di Roberto Merello per averci aiutato nel trasporto del furgone da Genova ad Alessandria d'Egitto e viceversa.
Chi volesse aiutarci all'acquisto di farmaci, potrebbe donare nella dichiarazione dei redditi il 5x1000 al numero di codice fiscale 91009530055 oppure mettersi in contatto con noi telefonando al numero 3463723950".

lunedì 12 maggio 2008

War near Khartoum ... Guerra al porta di Khartoum





قال مساعدون لزعيم المعارضة الاسلامي حسن الترابي ان السودان اعتقل الترابي واربعة اخرين من كبار اعضاء حزبه اليوم الاثنين بعد الهجوم الذي شنه على الخرطوم متمردون مرتبطون به تاريخيا.

قال مساعدون لزعيم
المعارضة الاسلامي حسن الترابي ان السودان اعتقل الترابي واربعة
اخرين من كبار اعضاء حزبه اليوم الاثنين بعد الهجوم الذي شنه
على الخرطوم متمردون مرتبطون به تاريخيا.


وقال عوض بابكر السكرتير الشخصي للترابي لرويترز ان قوات
الامن جاءت في ساعة مبكرة من صباح اليوم والقت القبض على
الترابي .


وكان خليل ابراهيم وزعماء اخرون لحركة العدل والمساواة
المتمردة في دارفور والتي هاجمت احدى ضواحي الخرطوم يوم السبت
انصارا للترابي في الماضي . ولكن الترابي ينفي اي دعم لحركة
العدل والمساواة.


ويمثل هذا الهجوم اول مرة يصل فيها القتال الى العاصمة
السودانية منذ عقود من الصراع بين الحكومة المركزية التي يهمين
عليها تقليديا العرب والمتمردين من مناطق هامشية.


وقال نجل الترابي ان قوات الامن اعتقلت اباه في مزله بعد
ساعة واحدة تقريبا من عودته من مؤتمر لحزب المؤتمر الوطني الذي
يتزعمه في ولاية سنار القريبة.


واضاف صديق الترابي انهم يريدون الانحاء باللائمة على الحزب
فيما حدث.


وكان الترابي من انصار الرئيس عمر حسن البشير الى ان
انشقا في صراع مرير على السلطة في عام 1999-2000.


ومنذ ذلك الوقت يدخل الترابي السجن ويخرج منه ولكن افرج
عنه مع كل السجناء السياسيين الاخرين بعد اتفاقية سلام بين
الشمال والجنوب في عام 2005.
Khartoum, 16:51
SUDAN: SCONTRI CON RIBELLI DARFUR,COPRIFUOCO IN CAPITALE
Si sono estesiad alcunio settori della periferia nord di Khartoum gli scontri tra truppe regolari sudanesi e ribelli del Darfur appartenenti al Jem, il Movimento per la Giustizia e l'Eguaglianza, in corso da giovedi' nella provincia limitrofa del Kordofan Settentrionale, che si estende poche decine di chilometri a ovest: lo hanno denunciato fonti dell'Esercito, secondo cui nella capitale e' stato imposto il coprifuoco notturno, che va ad aggiungersi alla misure straordinarie gia' adottate in precedenza per l'approssimarsi alla citta' delle milizie provenienti dalla tormentata regione occidentale del Sudan. Si tratta dell'attacco piu' in profondita' verso il cuore del regime mai sferrato dai guerriglieri del Darfur, che le autorita' locali accusano di farsi appoggiare militarmente dal confinante Ciad
Ma che cosa sta succedendo speriamo bene